Design Thinking: cos'è e come funziona

È un metodo scientifico nato in Silicon Valley che è alla base del successo di molte imprese. Come fa? Mette al centro le persone e i loro bisogni per creare un prodotto perfetto.


Design Thinking: cos'è e come funziona

Cos'è il Design Thinking

Si sa, per fare business bisogna offrire prodotti che piacciono alle persone e questi prodotti devono prevedere una tecnologia. In un mondo pieno di idee, tuttavia, questa equazione (Business = persone + tecnologia) non vale più.


È necessario invertire i fattori e mettere al primo posto i le persone. Proprio come fanno da sempre i Designer: comincia tutto con la domanda Che cosa amano le persone? e da questo cominciano a creare.


Per fare due esempi, la famosa Wii e le candeline che tutti amano, le Yankee Candle, sono nate esattamente così. La prima è stata mossa dalla domanda “I bambini usano sempre meno i videogiochi perché devono stare seduti usando solo i pollici. Non sarebbe meglio dar loro la possibilità di muoversi alzando, per esempio, tutto il braccio come stessero lanciando una pallina da tennis?”. Le seconde dal quesito “Perché la gente continua a comprare le candele visto che esiste l’elettricità? Per i loro colori e il loro profumo!”.


Allo stesso modo, manager e imprenditori, partono dai bisogni delle persone per creare un prodotto o un servizio nuovo. Il business verrà di conseguenza. L’idea di applicare il processo mentale del designer al business è stata messa a punto da David Kelley, professore di ingegneria di Stanford. Ha trasformato questo processo in un metodo scientifico, affinché potesse essere compreso dagli imprenditori e dalle aziende.


Se volessimo riassumere il Design Thinking in una sola frase, probabilmente useremmo le parole dello stesso Kelley: “Il segreto di un buon progetto è quello di comprendere gli esseri umani e le loro necessità”.


Come funziona?

L’Hasso-Plattner Institute of Design di Stanford (l’università più importante nel campo dell’insegnamento del Design Thinking) ha riassunto il tutto in 5 fasi. Non si tratta di un processo lineare, ma più di un loop perpetuo in cui acquisire sempre più informazioni per migliorarsi costamente.

  1. INTERAGISCI: entra in contatto con le persone. Per capire di cosa hanno bisogno le persone osservale, fai domande, foto e interagisci il più possibile con loro. Memorizza cosa pensano, cosa provano e quali sono i loro valori.

  2. DEFINISCI: definisci il problema in una sola frase. Ricorda sempre di porre al centro la persona e non il business. Sbagliato dire “Dobbiamo far crescere del 10% il mercato delle business school frequentate da giovani neo-laureati”, la giusta definizione sarebbe “I giovani laureati hanno bisogno di frequentare ottime business school per formarsi nel migliore dei modi”.

  3. CREA: tira fuori le idee. Metti insieme ciò che hai capito del problema, le persone per le quali stai cercando una soluzione e la tua immaginazione: partorisci quante più idee possibili per trovare quella perfetta.

  4. PROTOTIPA: fatti dare un feedback. Va bene anche un muro fatto di post-it: trova qualcosa che permetta agli utenti di darti un feedback.

  5. SPERIMENTA: prova sul campo. Se è un’esperienza trova un modo di riprodurla nella vita realtà; se hai realizzato un oggetto chiedi alle persone di usarlo. Capisci cosa va bene e cosa no per migliorare al massimo il tuo prodotto.

In conclusione

Fare business oggi è completamente diverso: non puoi più realizzare un qualcosa e poi sperare piaccia alla gente. È necessario partire dal bisogno umano e proseguire con la realizzazione della soluzione.

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